La montagna che costruisce la città
La meta periodica, irrinunciabile per me, poiché in grado di
ricaricare completamente le mie energie emotive e creative, è la Val di Fiemme.
La Val di Fiemme è un’ispirazione continua che trasporta in
un mondo incantato, ricco di suggestione, di storia, di tradizioni, di sapori,
di odori… ma soprattutto di colori. Il verde delle valli ricoperte da morbidi e
freschi tappeti erbosi e da coltri di abeti rossi e “tranquilli” cembri, dalle
tipiche malghe e baite color tabacco, al biondo oro della birra, alle calde
sfumature dei funghi e dei paesaggi autunnali, il bianco dei nevai e delle
morene, o delle piste invernali… e poi il rosa, il giallo, il rosso e il viola che
accendono la bianca dolomia dall’alba al tramonto. E le cascate d’azzurro che
dal cielo sereno scendono nei laghi alpini con energia fino ai torrenti e alle
dighe…
Ogni sentiero è una scoperta, un impatto emotivo che scatena
ripetutamente il senso del sublime. Camminando su queste strade a volte ripide a
volte scoscese, ci si sente parte della natura circostante. Le folate di vento
fresche suonano le chiome dei pini, lo zampillio dell’acqua che sbatte sulle
rocce umide e i freddi e veloci ruscelli che corrono a valle, sembrano trasportarti
lontano dalla vita di tutti i giorni, dalla vita umana. Ma ad un tratto, come a
svegliarsi da un sogno, ci si rende conto che tutta la bellezza che ci circonda
è enfatizzata dalla dedizione e dal lavoro dell’uomo che ha partecipato alla
creazione di questa scena bucolica. E’ grazie alla sua presenza che possiamo percepire
la vera essenza della montagna, vivendola come luogo di pace e armonia. 
Ma la
montagna è anche le persone che la abitano e le sue tradizioni. Scendendo a
valle troviamo il paese, con il suo alto campanile decorato e la sua chiesa in
stile gotico, i balconi infiorati e la matericità delle abitazioni. Il legno e
la pietra predominano ogni facciata, ma anche l’accuratezza dei dettagli che
decorano le finestre e parapetti. Sulle abitazioni più antiche, anche se
ristrutturate, è tipico trovare lastre incise o dipinti con il nome e l’anno di
costruzione dell’edificio. I dipinti sono davvero particolari, rappresentano scene
di lavoro in abiti tradizionali o le scene naturali. Nelle abitazioni più
nobili anche gli alberi genealogici con i volti dei committenti.
Passeggiando per i vicoli dei paesi si nota che anche questi
luoghi, apparentemente lontani dalla società moderna, vivono nell’innovazione costante.
L’edificio tradizionale viene “rivisitato” in chiave moderna, ma anche con il
massimo della contemporaneità è poca la differenza con la matericità e il
naturalismo della tradizione. Si cerca di massimizzare l’efficienza dell’edificio
attraverso l’utilizzo di pannelli solari e materiali a basso consumo energetico
per non permettere di alterare la natura che li circonda. Tutto questo porta a
creare una grande e profonda sinergia tra l’uomo e la natura nel rispetto di
entrambe le parti.

L’uomo cerca in ogni modo di prendere benefici rispettando
la montagna, rendendola anche un’ambita meta turistica, infatti, ha portato a
creare la Foresta dei violini, un tempio della musica a cielo aperto grazie agli
abeti rossi, apprezzati da Stradivari e da altri grandi maestri liutai come i
Guarnieri e gli Amati. La foresta è accessibile attraverso un sentiero, passando
accanto al Parco di Paneveggio che ospita un piccolo branco di cervi che in
semilibertà convivono con l’uomo. E’ emozionante vedere grandi e piccini che
entrano a contatto con queste maestose creature, che ormai abituate, cercano
l’uomo
per ricevere delle carezze. I bambini hanno anche la possibilità di interagire
con diverse attività all’interno del bosco, come ascoltare i suoni dei tronchi
del pino rosso o imparare a creare e manipolare, attraverso il legno, delle
sculture. Il legno cirmolo, infatti, essendo morbido, è molto facile da
intagliare, il suo odore dolce e pungente è molto particolare, infatti insegnano
ai bambini come farne dei profuma ambiente mettendo della segatura nei
sacchetti. Anche in queste cose si vede la dedizione che hanno nel rispetto del
luogo dove vivono educando i bambini con queste attività ludiche.

La grande potenza e presenza della montagna deve molto all’uomo
che la vive e che la cura, adottando una regola silenziosa che implica il
rispetto del prossimo e di ciò che li circonda, vivendo così in sinergia e
serenità.
Matericità e Natura
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